1

Religione: la forza che unifica l'ordine umano

HIST000第12课:宗教的法则:从泛灵论到人文主义
00:00

Verifica rapida

Domanda 1
Secondo la definizione di questa pagina, qual è il meccanismo chiave con cui la religione stabilizza l'ordine sociale?
Imporre con la violenza a tutti l'obbedienza a un unico insieme di regole
Dimostrare che l'ordine sociale è un fatto naturale e non una costruzione umana
Offrire solo conforto psicologico individuale, senza alcun rapporto con le istituzioni pubbliche e la legittimità politica
Collocare la fonte dell'ordine al di sopra degli esseri umani, facendo apparire le regole assolute e non modificabili a piacere
Domanda 2
Riguardo ai limiti della funzione «unificante» della religione, quale delle seguenti affermazioni è la più precisa?
Le religioni di tipo universale eliminano automaticamente ogni conflitto tra gruppi
Lo stesso ordine sovrumano può sia integrare i gruppi sia tracciare confini ed escludere chi è diverso
Le religioni di tipo regionale, avendo una portata limitata, non escludono mai gli stranieri
È sufficiente condividere una stessa religione perché una società ottenga una pace duratura

Compito di approfondimento

Analisi di un caso: il codice di origine divina e il costo dell'ordine
Il Codice di Hammurabi per comprendere come funziona la «legittimità sovrumana» e quali siano i suoi limiti.
Il Codice di Hammurabi dichiara che la legge ha origine divina: il re non è il legislatore, ma l'intermediario che riceve la legge dagli dèi. Il codice presenta così il potere regale, le classi sociali e l'ordine giuridico come parte dell'ordine cosmico, e non come una convenzione umana arbitraria.
Q
Perché l'affermazione che «la legge ha origine divina» può ridurre i costi del governo e della cooperazione? Spiega dal punto di vista dell'impegno e del controllo.
Spiegazione di riferimento:
Punti principali della risposta di riferimento: primo, collocando la fonte della legge al di sopra degli esseri umani, le regole appaiono assolute e non modificabili a piacere, riducendo l'aspettativa che «basta cambiare sovrano per riscrivere le regole»; secondo, il timore reverenziale condiviso rende l'illegalità e il tradimento più vergognosi, e la punizione viene intesa come esigenza dell'ordine stesso e non come arbitrio del governante, rendendo così la deterrenza più credibile; terzo, quando stranieri di diversa origine e provenienza condividono lo stesso ordine di origine divina, la fiducia e gli obblighi possono estendersi tra gruppi diversi, riducendo i costi di controllo di scambi, contratti e tributi. Nella valutazione si dovrebbe verificare se lo studente distingue la «coercizione violenta» dall'«autodisciplina generata dalla legittimità sovrumana» e se sa indicare che la religione funge qui anche da fonte di legittimità politica.
Q
Quali effetti di esclusione produce uno stesso ordine di origine divina? Cita un gruppo che potrebbe esserne escluso e spiega il motivo.
Spiegazione di riferimento:
Punti principali della risposta di riferimento: l'ordine di origine divina, mentre integra una parte delle persone, classifica come estranei o persino nemici coloro che non lo riconoscono. Per esempio, i gruppi che non venerano quella divinità o non partecipano ai riti comuni possono essere considerati estranei all'ordine e subire limitazioni nei diritti di proprietà, matrimonio, testimonianza o servizio. Una risposta migliore indicherà chiaramente che unificazione ed esclusione derivano dallo stesso meccanismo e che analizzare un caso concreto richiede di chiedersi chi viene incluso e chi escluso, senza presupporre che una religione condivisa porti necessariamente alla pace.
Q
Se una religione non è incentrata su un dio creatore, ma intende l'ordine come una legge causale conoscibile (come la spiegazione buddhista della sofferenza e della liberazione), rientra comunque nella definizione di «ordine sovrumano» data in questa pagina? Motiva la risposta.
Spiegazione di riferimento:
Punti principali della risposta di riferimento: sì. Il termine «sovrumano» nella definizione non si limita a un dio personale, ma può indicare anche una legge cosmica o una legge naturale. Il Buddhismo attribuisce le cause della sofferenza e il percorso della liberazione a leggi causali e psicologiche, e l'essere umano può cambiare la propria condizione comprendendo e seguendo tali leggi nella pratica; l'ordine resta comunque collocato al di fuori e al di sopra della volontà individuale e può quindi offrire ugualmente un fondamento ultimo a norme e valori. Nella valutazione si dovrebbe consentire agli studenti di porre l'accento su aspetti diversi, purché l'argomentazione distingua i due tipi di sistema — «incentrato su un dio» e «incentrato su una legge» — e ne illustri le diverse implicazioni per il comportamento individuale e la cooperazione sociale.
01 / Perché l'ordine ha bisogno di un «ancoraggio»

L'ordine sociale umano non è un fatto naturale, ma una fragile costruzione immaginaria. La violenza può soggiogare per un certo tempo, gli interessi possono essere scambiati per un certo tempo, le usanze cambiano con l'ambiente: nessuno di questi elementi è sufficiente a sostenere a lungo il consenso di una grande società su ciò che «dovrebbe essere così».

La soluzione offerta dalla religione consiste nel collocare la fonte dell'ordine al di sopra degli esseri umani: la religione può essere definita come un sistema di norme e valori umani basato sulla fede in unordine sovrumano. Questo «sovrumano» non deve necessariamente essere un dio personale: può essere anche una legge cosmica, una legge naturale o un destino.

Una volta che il diritto, la morale, le festività, il potere regale e l'identità collettiva vengono presentati come parte di questo ordine sovrumano, essi appaiono assoluti, necessari e non modificabili a piacere, non più come convenzioni che gli esseri umani stabiliscono di giorno e possono rovesciare la sera stessa.

02 / Inserire gli stranieri nello stesso ordine

Quando un gran numero di stranieri condivide lo stesso ordine sovrumano, la fiducia e gli obblighi possono superare i vincoli di sangue e di territorio, e la scala della cooperazione si amplia di conseguenza.

La religione riduce i costi di impegno e di controllo della cooperazione su larga scala: il timore reverenziale condiviso rende il tradimento vergognoso, la narrazione comune rende credibile la punizione, e i riti comuni confermano ripetutamente chi «è dentro lo stesso ordine». Proprio per questo, nel corso della storia la religione è stata spesso una fonte importante di istituzioni pubbliche, di coesione sociale e di legittimità politica, e non soltanto una fede privata o una superstizione.

03 / Dalle divinità locali all'ordine universale

Anche la portata della religione è cambiata. Le religioni di tiporegionaleoesclusivo, che tengono conto del contesto locale, si concentrano soltanto sulla posizione, sul clima e sui fenomeni del luogo: una tribù di cacciatori-raccoglitori della valle del Gange poteva vietare di abbattere un fico particolarmente alto per non far adirare e vendicare lo spirito dell'albero; un'altra tribù della valle dell'Indo vietava invece di cacciare la volpe dalla coda bianca. Religioni di questo tipo non avevano bisogno — né intenzione — di inviare missionari per convincere le popolazioni lontane a rispettare gli stessi tabù: la maggior parte delle tribù di cacciatori-raccoglitori trascorreva l'intera esistenza in un'area di circa mille chilometri quadrati e aveva bisogno di conoscere soltanto l'ordine sovrumano della propria valle.

Dopo l'avvento della rivoluzione agricola, anche la religione si trasformò. I cacciatori-raccoglitori ritenevano che animali e piante avessero all'incirca la stessa dignità degli esseri umani e che tutti gli esseri viventi comunicassero tra loro negoziando le regole della convivenza nello stesso habitat; i contadini, invece, possedevano e controllavano gli animali e le piante della fattoria e non negoziavano più con i propri beni. Il primo significato religioso della rivoluzione agricola consistette proprio nel trasformare animali e piante da esseri pari agli umani in proprietà dell'uomo. Tuttavia il controllo dei contadini su greggi e raccolti era in realtà limitato, così nacquero divinità preposte alla fertilità, al clima e alla medicina, incaricate di comunicare e negoziare per conto degli esseri umani con gli animali e le piante silenziosi; i miti antichi erano perciò spesso una sorta di contratto giuridico: gli esseri umani si impegnavano a venerare per sempre determinate divinità in cambio del controllo su altri animali e piante, e il primo capitolo della Genesi biblica ne è un esempio tipico.

Con l'espansione dei regni e delle reti commerciali, le divinità locali non bastavano più: la potenza divina di cui gli esseri umani avevano bisogno doveva coprire l'intero regno o l'intera rete commerciale, e così sorsero religioni di tipouniversaleoproselitistico, come il politeismo e il monoteismo: l'ordine che esse proclamano vale per tutti e possiedono quindi sia una potente capacità di mobilitazione tra gruppi diversi, sia una capacità di esclusione altrettanto forte.

SistemaImmagine del divinoFonte dell'ordine e della moralePosizione dell'essere umano
AnimismoDivinità, spiriti e fantasmi pervadono ogni cosaRegole negoziate con animali, piante e spiriti per la convivenza nello stesso habitatL'essere umano è solo una delle molte creature, all'incirca pari a tutte le altre
PoliteismoUn insieme di grandi dèi preposti a fertilità, pioggia e guerraLa volontà degli dèi più lo scambio sacrificale; gli spiriti locali restano nella religiosità popolareL'essere umano è un orante e un collaboratore sotto gli dèi
MonoteismoUn unico Dio supremoIl codice morale è presentato come comandamento divino; il bene ha un'unica fonte ultimaL'essere umano è posto al centro dell'ordine creato o nel ruolo di amministratore fiduciario
DualismoDue forze opposte: bene e male, luce e tenebraIl conflitto morale è iscritto nella struttura stessa dell'universoAll'essere umano si chiede spesso di schierarsi da una delle due parti
Tipo basato su una legge naturale (per esempio il Buddhismo)Non incentrato su un dio creatoreSofferenza e liberazione sono ricondotte a leggi causali e psicologiche; l'essere umano può praticare seguendo tali leggiL'essere umano può cambiare la propria condizione comprendendo tali leggi
04 / Unificazione non significa omogeneità, né pace

Lo stesso ordine sovrumano può sia integrare i gruppi sia tracciare confini ed escludere chi è diverso. Nel valutare un caso storico occorre porsi contemporaneamente due domande: chi viene incluso in questo ordine e chi ne viene escluso.

In epoca moderna e contemporanea sono comparse anche concezioni che ancorano l'ordine alla «natura umana»: l'umanesimo liberale considera la natura umana come esperienza interiore e scelta libera di ogni singolo individuo e pone quindi l'accento sui diritti individuali; l'umanesimo sociale la considera un concetto appartenente alla collettività anziché all'individuo e insiste quindi maggiormente sull'uguaglianza e sulle disposizioni pubbliche; l'umanesimo evoluzionistico considera l'essere umano una specie che può essere trasformata dall'evoluzione e persino «migliorata».

La teoria razziale nazista è un abuso estremo di quest'ultimo tipo di impostazione: trasforma la deduzione che «l'essere umano può essere cambiato» in una gerarchia di gruppi diversi. Si tratta di un grave errore etico e al tempo stesso di un'affermazione scientificamente insostenibile: essa scambia fatti descrittivi per giudizi di valore e presume erroneamente che le differenze tra gruppi etnici siano un'essenza biologica fissa e immutabile.