Riflessione e discussione
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Compito di approfondimento
Punti principali della risposta di riferimento: primo, collocando la fonte della legge al di sopra degli esseri umani, le regole appaiono assolute e non modificabili a piacere, riducendo l'aspettativa che «basta cambiare sovrano per riscrivere le regole»; secondo, il timore reverenziale condiviso rende l'illegalità e il tradimento più vergognosi, e la punizione viene intesa come esigenza dell'ordine stesso e non come arbitrio del governante, rendendo così la deterrenza più credibile; terzo, quando stranieri di diversa origine e provenienza condividono lo stesso ordine di origine divina, la fiducia e gli obblighi possono estendersi tra gruppi diversi, riducendo i costi di controllo di scambi, contratti e tributi. Nella valutazione si dovrebbe verificare se lo studente distingue la «coercizione violenta» dall'«autodisciplina generata dalla legittimità sovrumana» e se sa indicare che la religione funge qui anche da fonte di legittimità politica.
Punti principali della risposta di riferimento: l'ordine di origine divina, mentre integra una parte delle persone, classifica come estranei o persino nemici coloro che non lo riconoscono. Per esempio, i gruppi che non venerano quella divinità o non partecipano ai riti comuni possono essere considerati estranei all'ordine e subire limitazioni nei diritti di proprietà, matrimonio, testimonianza o servizio. Una risposta migliore indicherà chiaramente che unificazione ed esclusione derivano dallo stesso meccanismo e che analizzare un caso concreto richiede di chiedersi chi viene incluso e chi escluso, senza presupporre che una religione condivisa porti necessariamente alla pace.
Punti principali della risposta di riferimento: sì. Il termine «sovrumano» nella definizione non si limita a un dio personale, ma può indicare anche una legge cosmica o una legge naturale. Il Buddhismo attribuisce le cause della sofferenza e il percorso della liberazione a leggi causali e psicologiche, e l'essere umano può cambiare la propria condizione comprendendo e seguendo tali leggi nella pratica; l'ordine resta comunque collocato al di fuori e al di sopra della volontà individuale e può quindi offrire ugualmente un fondamento ultimo a norme e valori. Nella valutazione si dovrebbe consentire agli studenti di porre l'accento su aspetti diversi, purché l'argomentazione distingua i due tipi di sistema — «incentrato su un dio» e «incentrato su una legge» — e ne illustri le diverse implicazioni per il comportamento individuale e la cooperazione sociale.
L'ordine sociale umano non è un fatto naturale, ma una fragile costruzione immaginaria. La violenza può soggiogare per un certo tempo, gli interessi possono essere scambiati per un certo tempo, le usanze cambiano con l'ambiente: nessuno di questi elementi è sufficiente a sostenere a lungo il consenso di una grande società su ciò che «dovrebbe essere così».
La soluzione offerta dalla religione consiste nel collocare la fonte dell'ordine al di sopra degli esseri umani: la religione può essere definita come un sistema di norme e valori umani basato sulla fede in unordine sovrumano. Questo «sovrumano» non deve necessariamente essere un dio personale: può essere anche una legge cosmica, una legge naturale o un destino.
Una volta che il diritto, la morale, le festività, il potere regale e l'identità collettiva vengono presentati come parte di questo ordine sovrumano, essi appaiono assoluti, necessari e non modificabili a piacere, non più come convenzioni che gli esseri umani stabiliscono di giorno e possono rovesciare la sera stessa.
Quando un gran numero di stranieri condivide lo stesso ordine sovrumano, la fiducia e gli obblighi possono superare i vincoli di sangue e di territorio, e la scala della cooperazione si amplia di conseguenza.
La religione riduce i costi di impegno e di controllo della cooperazione su larga scala: il timore reverenziale condiviso rende il tradimento vergognoso, la narrazione comune rende credibile la punizione, e i riti comuni confermano ripetutamente chi «è dentro lo stesso ordine». Proprio per questo, nel corso della storia la religione è stata spesso una fonte importante di istituzioni pubbliche, di coesione sociale e di legittimità politica, e non soltanto una fede privata o una superstizione.
Anche la portata della religione è cambiata. Le religioni di tiporegionaleoesclusivo, che tengono conto del contesto locale, si concentrano soltanto sulla posizione, sul clima e sui fenomeni del luogo: una tribù di cacciatori-raccoglitori della valle del Gange poteva vietare di abbattere un fico particolarmente alto per non far adirare e vendicare lo spirito dell'albero; un'altra tribù della valle dell'Indo vietava invece di cacciare la volpe dalla coda bianca. Religioni di questo tipo non avevano bisogno — né intenzione — di inviare missionari per convincere le popolazioni lontane a rispettare gli stessi tabù: la maggior parte delle tribù di cacciatori-raccoglitori trascorreva l'intera esistenza in un'area di circa mille chilometri quadrati e aveva bisogno di conoscere soltanto l'ordine sovrumano della propria valle.
Dopo l'avvento della rivoluzione agricola, anche la religione si trasformò. I cacciatori-raccoglitori ritenevano che animali e piante avessero all'incirca la stessa dignità degli esseri umani e che tutti gli esseri viventi comunicassero tra loro negoziando le regole della convivenza nello stesso habitat; i contadini, invece, possedevano e controllavano gli animali e le piante della fattoria e non negoziavano più con i propri beni. Il primo significato religioso della rivoluzione agricola consistette proprio nel trasformare animali e piante da esseri pari agli umani in proprietà dell'uomo. Tuttavia il controllo dei contadini su greggi e raccolti era in realtà limitato, così nacquero divinità preposte alla fertilità, al clima e alla medicina, incaricate di comunicare e negoziare per conto degli esseri umani con gli animali e le piante silenziosi; i miti antichi erano perciò spesso una sorta di contratto giuridico: gli esseri umani si impegnavano a venerare per sempre determinate divinità in cambio del controllo su altri animali e piante, e il primo capitolo della Genesi biblica ne è un esempio tipico.
Con l'espansione dei regni e delle reti commerciali, le divinità locali non bastavano più: la potenza divina di cui gli esseri umani avevano bisogno doveva coprire l'intero regno o l'intera rete commerciale, e così sorsero religioni di tipouniversaleoproselitistico, come il politeismo e il monoteismo: l'ordine che esse proclamano vale per tutti e possiedono quindi sia una potente capacità di mobilitazione tra gruppi diversi, sia una capacità di esclusione altrettanto forte.
| Sistema | Immagine del divino | Fonte dell'ordine e della morale | Posizione dell'essere umano |
|---|---|---|---|
| Animismo | Divinità, spiriti e fantasmi pervadono ogni cosa | Regole negoziate con animali, piante e spiriti per la convivenza nello stesso habitat | L'essere umano è solo una delle molte creature, all'incirca pari a tutte le altre |
| Politeismo | Un insieme di grandi dèi preposti a fertilità, pioggia e guerra | La volontà degli dèi più lo scambio sacrificale; gli spiriti locali restano nella religiosità popolare | L'essere umano è un orante e un collaboratore sotto gli dèi |
| Monoteismo | Un unico Dio supremo | Il codice morale è presentato come comandamento divino; il bene ha un'unica fonte ultima | L'essere umano è posto al centro dell'ordine creato o nel ruolo di amministratore fiduciario |
| Dualismo | Due forze opposte: bene e male, luce e tenebra | Il conflitto morale è iscritto nella struttura stessa dell'universo | All'essere umano si chiede spesso di schierarsi da una delle due parti |
| Tipo basato su una legge naturale (per esempio il Buddhismo) | Non incentrato su un dio creatore | Sofferenza e liberazione sono ricondotte a leggi causali e psicologiche; l'essere umano può praticare seguendo tali leggi | L'essere umano può cambiare la propria condizione comprendendo tali leggi |
Lo stesso ordine sovrumano può sia integrare i gruppi sia tracciare confini ed escludere chi è diverso. Nel valutare un caso storico occorre porsi contemporaneamente due domande: chi viene incluso in questo ordine e chi ne viene escluso.
In epoca moderna e contemporanea sono comparse anche concezioni che ancorano l'ordine alla «natura umana»: l'umanesimo liberale considera la natura umana come esperienza interiore e scelta libera di ogni singolo individuo e pone quindi l'accento sui diritti individuali; l'umanesimo sociale la considera un concetto appartenente alla collettività anziché all'individuo e insiste quindi maggiormente sull'uguaglianza e sulle disposizioni pubbliche; l'umanesimo evoluzionistico considera l'essere umano una specie che può essere trasformata dall'evoluzione e persino «migliorata».
La teoria razziale nazista è un abuso estremo di quest'ultimo tipo di impostazione: trasforma la deduzione che «l'essere umano può essere cambiato» in una gerarchia di gruppi diversi. Si tratta di un grave errore etico e al tempo stesso di un'affermazione scientificamente insostenibile: essa scambia fatti descrittivi per giudizi di valore e presume erroneamente che le differenze tra gruppi etnici siano un'essenza biologica fissa e immutabile.
